Facoltà di scienze biomediche

Master in medicina, per la prima volta si inverte il flusso degli studenti

Mercoledì 23 settembre 2020 circa 2 minuti di lettura In deutscher Sprache

Il rettore Boas Erez (in primo piano) accanto a Luigi Mariani, consigliere d’amministrazione dell’EOC
Il rettore Boas Erez (in primo piano) accanto a Luigi Mariani, consigliere d’amministrazione dell’EOC

E finalmente, almeno in parte, si inverte il flusso classico degli studenti universitari: dalla Svizzera interna sono arrivati molti dei 48 ragazzi che seguiranno gli ultimi tre anni del corso di laurea in Medicina all’Università della Svizzera Italiana, dopo decenni di “migrazioni” inverse, dal Ticino verso le cinque facoltà della Svizzera tedesca e francese (Zurigo, Basilea, Berna, Losanna e Ginevra). «La partenza del Master in medicina è un importante obiettivo raggiunto dal nostro cantone - ha detto Boas Erez, rettore dell’USI, durante l’inaugurazione del corso, il 14 settembre. - Dopo anni di preparazione, e dopo un iter lungo e complesso, il dossier è arrivato finalmente alla conclusione, e la politica l’ha sostenuto. Il tutto, con partner di grande prestigio come il Politecnico federale di Zurigo, che si è lanciato nella sfida di far aumentare il numero dei medici in Svizzera».

Gli studenti saranno 48, quest’anno, ma le strutture predisposte dall’USI consentiranno di accoglierne fino a 70. Molto ampio lo staff didattico: 20 professori di ruolo (tra cui 9 professori medici dell’Ente Ospedaliero  Cantonale che, in base a un accordo fra l’USI e l’Ente, sono impegnati a tempo parziale per la formazione); 50 medici con titolo accademico che collaboreranno all’insegnamento; 25 medici che seguiranno gli studenti nella pratica al letto del paziente. Ma anche 25 medici di famiglia verranno coinvolti nella formazione, a partire dal quarto semestre (secondo anno).

T.S.

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